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Anima

19/09/2010

Comprendere l’anima causalmente vuol dire capirne solo la metà. La comprensione causale del Faust ci chiarisce come esso si sia fatto in quanto opera d’arte compiuta, ma non c dice nulla sul significato vivente che gli ha dato il poeta, vivente solo perché noi lo viviamo in noi stessi. Nella misura in cui la vita reale e attuale è qualcosa di nuovo che trionfa su tutto il passato, il valore principale di un’opera d’arte non si deve scorgere nel suo  sviluppo causale, ma nella sua azione vivente. Svaluteremmo un’opera come il Faust se la considerassimo solo come qualcosa di compiuto; il Faust è compreso solo se viene inteso come qualcosa in continuo divenire e da vivere.

Così dobbiamo considerare anche l’anima umana: l’anima è solo sotto un certo aspetto un divenuto, come tale affrontabile dal punto di vista causale. Ma d’altro lato l’anima è una divenire che può essere compreso solo in modo sintetico o costruttivo. Il punto di vista causale vuole sapere solo in che modo quest’anima presente sia divenuta così come si presenta oggi. Il punto di vista costruttivo invece si domanda come, da quest’anima divenuta così, si potrà gettare un ponte verso il suo futuro.

C.G. Jung: Psicogenesi delle malattie mentali.

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